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Bollo auto 2019: cosa cambia

Bollo auto 2019: cosa cambia
Emmanuele Menicucci
Emmanuele Pubblicato il 07/02/2019

La manovra di Bilancio ha apportato alcune variazioni al quadro del bollo auto 2019, con particolare riferimento al dimezzamento della tassa sui veicoli storici, e un meccanismo incentivante e disincentivante sulla base del livello di inquinamento.

 

Bollo auto per i veicoli storici

Cominciamo da una buona novità per i veicoli di interesse storico e collezionistico, che potranno godere di una riduzione del 50% del bollo auto. Si tratta di veicoli che, intuibilmente, devono avere una anzianità inferiore ai 30 anni, e che dunque non raggiungono la soglia “anagrafica” per poter fruire dell’esenzione totale dal bollo auto, ma comunque pari ad almeno 20 anni dalla prima immatricolazione, sempre a condizione che mantengano una rilevanza storica, con il riconoscimento di storicità che deve essere riportato sulla carta di circolazione.

In tal proposito, rammentiamo che il certificato di rilevanza storica è uno strumento disciplinato da una legge del 2009, che deve riportare data di costruzione, marca, modello e altre caratteristiche del veicolo, compresa – ad esempio – la verifica all’idoneità di circolazione, la sussistenza e l’elencazione delle caratteristiche di fabbricazione, e così via.

Sono abilitati a rilasciare il certificato l’ASI, il Registro Storico Lancia, il Registro Italiano Fiat, il Registro Italiano Alfa Romeo e il Registro Storico FMI.

 

Incentivi per veicoli elettrici e ibridi

Altra novità riguarda l’introduzione di un meccanismo di bonus – malus sulle emissioni di CO2 g/km delle nuove autovetture. Si tratta di un disincentivo sui più inquinanti, applicato sotto forma di imposta, per l’acquisto di auto nuove con emissioni di CO2 superiori a una serie di soglie, e che controbilancia invece gli incentivi per l’acquisto di auto a basse emissioni.

Per il triennio 2019-2021, infatti, viene introdotto un contributo tra 1.500 e 6.000 euro per chi acquista, anche in leasing, e immatricola in Italia, un veicolo nuovo di categoria M1, con emissioni inquinanti sotto i 70 g/km. Si tratta, essenzialmente, di veicoli elettrici o ibridi, con prezzo però inferiore a 50 mila euro IVA esclusa.

L’importo del contributo viene differenziato sulla base delle emissioni e sulla base dell’eventuale contestuale rottamazione del veicolo di categoria Euro 1, 2, 3 o 4.

 

Ecobonus su moto e scooter elettrici

Sempre in ambito di veicoli scarsamente inquinanti, viene riconosciuto un ecobonus del 30%, fino a 3 mila euro, per tutti coloro che acquisteranno nel 2019 moto e scooter elettrici o ibridi, anche in leasing.

Per poter beneficiare di tale trattamento agevolato è necessario che il veicolo sia elettrico o ibrido, nuovo di fabbrica, con potenza inferiore o uguale a 11 kw, con categorie L1 e L3.

 

Bollo auto a consumo, proposta per cambiare la tassa

Non è invece una legge, ma è solo una proposta, la possibilità di strutturare un bollo unico per gli automobilisti di tutta Europa, il cui importo potrebbe essere parametrato sulla base dei chilometri percorsi e sull’inquinamento prodotto.

Il principio alla base del nuovo bollo potrebbe essere sintetizzato nella formula “più inquini, più paghi”, e potrebbe essere uno strumento utile per poter permettere al Paese di avvicinarsi agli obiettivi ambientali…

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