Introdurre gradualmente l'obbligatorietà delle polizze contro terremoti, alluvioni e altri eventi naturali estremi per le abitazioni private, attraverso un confronto con il settore assicurativo e con le istituzioni per definire un sistema strutturato di protezione.
È questa la proposta avanzata dalla Federazione Nazionale Proprietà Edilizia (Federproprietà), l'associazione che rappresenta e tutela gli interessi dei proprietari immobiliari, nel corso della sua Assemblea nazionale.
Gli incendi, le violenti grandinate e le condizioni climatiche estreme delle ultime settimane hanno ripuntato i riflettori sulla protezione del patrimonio immobiliare.
Il Presidente di Federproprietà, Giovanni Bardanzellu, dopo il confronto con l'ANIA, ha dichiarato: «Non possiamo continuare a intervenire soltanto dopo le emergenze. Serve una strategia nazionale che punti sulla prevenzione, sulla responsabilità condivisa tra pubblico e privato e sulla tutela concreta delle famiglie e delle loro abitazioni».
L'obiettivo di entrambe le realtà sarebbe quindi quello di avviare un confronto con Governo e Parlamento, per individuare una soluzione in grado di rafforzare la protezione delle abitazioni e ridurre la vulnerabilità del patrimonio immobiliare italiano di fronte a eventi naturali sempre più frequenti e intensi.
Il modello proposto da Federproprietà e ANIA.
Secondo Federproprietà, il sistema di tutela contro i rischi catastrofali dovrebbe evolversi seguendo due livelli.
Il primo prevede l'introduzione di un modello assicurativo obbligatorio a livello nazionale, sviluppato attraverso la collaborazione tra pubblico e operatori del settore assicurativo, con l'obiettivo di offrire una protezione più omogenea ed efficace per il patrimonio immobiliare italiano.
Il secondo invece si basa sulle agevolazioni fiscali dedicate alle polizze, così da incentivarne la sottoscrizione e ridurre l'impatto economico sui proprietari di casa.
Al termine dell'Assemblea, il presidente Bardanzellu ha ricevuto l'incarico di avviare un tavolo di confronto con le compagnie assicurative per definire una proposta condivisa da sottoporre al Governo e al Parlamento.
Quante famiglie in Italia hanno una polizza contro calamità naturali.
Nonostante il numero crescente di eventi climatici estremi che colpiscono il nostro Paese, la diffusione delle assicurazioni per la casa contro terremoti e calamità naturali resta ancora limitata.
Secondo i dati dell'Indagine sui Bilanci delle Famiglie italiane della Banca d'Italia, riportati dall'ANIA del 2025, solo il 9,3% dei proprietari della propria abitazione principale dispone di una polizza che copre i danni causati da eventi climatici estremi, mentre appena il 6,8% è assicurato contro il rischio sismico. Ancora più ridotta la quota di chi ha scelto una protezione completa: soltanto il 5,8% delle famiglie possiede entrambe le coperture.
L'analisi evidenzia inoltre importanti differenze nella diffusione delle polizze tra le diverse aree del Paese:
Il Nord-Est registra la più alta diffusione delle coperture assicurative. Il 17,1% delle famiglie è assicurato contro gli eventi climatici estremi e l'11,7% dispone di una polizza contro il rischio sismico.
- Nel Nord-Ovest il 10,2% delle famiglie possiede una copertura contro gli eventi climatici, mentre il 6,3% è assicurato contro i terremoti.
- Al Centro la diffusione delle polizze contro gli eventi climatici è pari al 10,3%, in linea con il Nord-Ovest. Le coperture contro il rischio sismico raggiungono invece l'8,6.
- Sud e Isole sono le aree in cui le coperture assicurative risultano meno diffuse, nonostante comprendano territori particolarmente esposti sia al rischio sismico sia agli eventi meteorologici estremi.
- Rischi ambientali in Italia: un patrimonio immobiliare sempre più esposto.
Rischi ambientali in Italia: un patrimonio immobiliare sempre più esposto.
Nonostante la diffusione ancora limitata delle polizze contro gli eventi naturali, il livello di esposizione dell'Italia ai rischi ambientali risulta particolarmente elevato.
A evidenziarlo sono anche i dati del Natural Risk Forum, il Think Tank promosso da Unipol per analizzare il fenomeno dei rischi catastrofali naturali e le loro conseguenze sulla sicurezza delle persone, sulla continuità economica dei territori e sulla sostenibilità dei conti pubblici.
Secondo lo studio, negli ultimi 12 anni gli eventi naturali estremi hanno causato in Italia oltre 100 miliardi di euro di danni economici. A incidere maggiormente sono state soprattutto:
- alluvioni, responsabili di circa 44,8 miliardi di euro di danni;
- tempeste convettive, che hanno generato perdite per circa 36,4 miliardi di euro;
- terremoti e altri eventi atmosferici intensi, che hanno contribuito in modo significativo all’aumento dei costi legati alle emergenze naturali.
Il livello di esposizione riguarda anche il patrimonio immobiliare.
L’analisi stima infatti che siano circa 41 milioni le unità immobiliari potenzialmente esposte a eventi catastrofali, per una potenziale perdita economica complessiva di 14.400 miliardi di euro, un valore pari a circa sette volte il PIL nazionale.
Polizze catastrofali: perché è importante continuare il confronto.
Questi numeri evidenziano la necessità di proseguire il dibattito sul ruolo delle polizze catastrofali e sulla possibilità di costruire un sistema di protezione più efficace per famiglie e imprese.
In un Paese caratterizzato da una forte esposizione a terremoti, alluvioni ed eventi climatici estremi, aumentare la diffusione delle coperture assicurative può rappresentare uno strumento fondamentale per integrare gli interventi pubblici e ridurre l’impatto economico delle emergenze.
Il confronto tra istituzioni, settore assicurativo e cittadini sarà quindi determinante per individuare soluzioni sostenibili, capaci di incentivare la prevenzione e rendere il patrimonio immobiliare italiano più protetto e resiliente di fronte ai rischi naturali.