Crescono le preoccupazioni legate alla crisi internazionale e ai conseguenti rincari energetici.
Il conflitto in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno infatti destabilizzato il sistema globale influenzando diversi settori economici.
In alcuni Stati, come le Filippine e il Pakistan sono già state introdotte alcune misure con l’obiettivo di ridurre i consumi, tra cui il ricorso al lavoro da remoto e l’istituzione di un giorno festivo aggiuntivo a settimana.
In altri contesti, come il Bangladesh la risposta è stata ancora più rigida, con impatti diretti sulla disponibilità di carburanti e servizi.
Crisi energetica 2026: cosa sta succedendo in Europa.
In Europa alcuni Paesi stanno già intraprendendo alcune misure restrittive. Un caso è quello della Slovenia che ha introdotto i primi tagli ai consumi energetici.
Gli ultimi dati ufficiali di Gas Infrastructure Europe, aggiornati ad aprile 2026, mostrano infatti tutta la vulnerabilità del sistema di stoccaggio europeo.
La media dell’Unione europea si attesta al 27%, con alcune delle principali economie in difficoltà: Germania e Francia si posizionano poco sopra il 20%, mentre la situazione più critica riguarda i Paesi Bassi dove le riserve sono scese al 4%.
L’Italia, con scorte superiori al 40%, continua a dimostrare una maggiore resistenza grazie alla strategia di diversificazione avviata dopo il 2022. Tuttavia, resta esposta all’evoluzione del contesto internazionale che si vedrà nelle prossime settimane.
Per questo motivo, la Commissione europea ha chiesto agli Stati membri di promuovere un consumo sostenibile: introduzione dello smart-working, riduzione della velocità in autostrada, incentivare l’uso dei mezzi pubblici, limitazione degli spostamenti non essenziali, in particolare i viaggi aerei.
È chiaro che queste misure comportino un rischio per i viaggi, soprattutto su quelli aerei che potrebbero subire disagi, rincari e possibili riduzioni delle tratte.
Preoccupazione rafforzata dalle ultime dichiarazioni di Federpetroli che ha sottolineato il rischio dell’esaurimento delle scorte di petrolio, una condizione che mette potrebbe mettere a dura prova l’estate 2026.
Cancellazione voli e rimborsi: cosa dice il Codacons.
Per quanto riguarda il rischio di cancellazione del volo, di recente si è espresso il Codacons richiamando la normativa europea.
Come evidenziato dall’Associazione, infatti, con il Comunicato stampa del 6 aprile in caso di cancellazione del volo, anche per carenza di carburante, la Compagnia aerea deve garantire il rimborso del biglietto o la riprotezione su un altro volo.
Tuttavia, resta il dilemma sulle altre spese già sostenute e non sempre rimborsabili. Inoltre, in questa situazione di incertezza generale, aumenta l’ansia dei viaggiatori.
Il timore di andare incontro a diversi imprevisti, rende difficile programmare un viaggio con tranquillità, aumentando la percezione di rischio anche per mete tradizionalmente considerate sicure.
Assicurazione viaggio: cosa copre e perché conviene nel 2026.
Per tutelarsi da imprevisti e perdite economiche e problemi logistici la soluzione più efficace è quindi stipulare la Polizza Viaggio.
Si tratta di una soluzione sempre più richiesta che offre una protezione completa e flessibile, adatta sia a viaggi in Italia che all’estero.
Le principali garanzie includono:
- Assistenza in viaggio 24/7 in caso di malattia o infortunio;
- Spese mediche e ospedaliere urgenti e non rinviabili;
- Copertura farmaceutica in caso di necessità durante il viaggio;
- Tutela casa e famiglia, con protezione dell’abitazione per furto, incendio o danni e assistenza ai familiari a casa;
- Stop & Go (Italia), che include soccorso stradale, recupero del veicolo e auto sostitutiva in caso di guasto o incidente.
Quanto costa e come scegliere la Polizza Viaggio più adatta.
Il costo della Polizza dipende da diversi parametri, tra cui destinazione, durata del soggiorno, età dell’assicurato, massimali di copertura e garanzie selezionate.
Incidono inoltre eventuali estensioni, come la copertura annullamento o l’inclusione di attività specifiche, con premi proporzionati al livello di rischio assicurato.
Per esempio, una Polizza per un viaggio di 4 giorni in Europa può avere un costo indicativo di circa 30 euro a persona, mentre per un soggiorno di due settimane in Thailandia il premio può attestarsi intorno ai 195 euro.
Come spesso avviene nei periodi di maggiore incertezza, anche il settore assicurativo può risentire di variazioni di costo.
Per questo motivo è consigliabile:
- pianificare la copertura in anticipo,
- confrontare più soluzioni disponibili,
- scegliere la polizza più adatta alle proprie esigenze.
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