Riscatto agevolato laurea: la convenienza dal 1996 in poi

Lo scorso 29 gennaio 2019 è entrato in vigore il d.l. 4/2019 e, con esso, anche le disposizioni contenute nell’art. 4, che consente di riscattare gli anni del corso legale di studi (non, pertanto, quelli fuori corso) in relazione al periodo di cui al sistema contributivo, ovvero dal 1996 in poi. Ma in che modo?


Il riscatto agevolato della laurea

Il riscatto del corso di laurea è una opportunità da tempo presente nel nostro ordinamento, che consente di poter conteggiare e valorizzare ai fini della pensione il periodo del proprio corso di studi, ammesso che – evidentemente – si sia arrivati al termine di tale percorso. Si trattava (e si tratta, in buona parte, anche oggi) di una opportunità piuttosto onerosa, considerato che per poter procedere al calcolo ordinario del riscatto degli anni del corso di laurea bisogna applicare un’aliquota media del 33% sull’imponibile previdenziale delle 52 settimane che hanno preceduto la domanda, moltiplicata per il numero degli anni di cui si sta domandando il riscatto.

Il risultato? Chi procede lungo la strada del riscatto ordinario spesso si trova nelle condizioni di dover sopportare un enorme e gravoso controvalore, per poter ottenere un beneficio in termini previdenziali che è però difficilmente stimabile.

Con la normativa che viene introdotta con il d.l. 4/2019, il governo ha voluto rendere più favorevole il riscatto ma… in che modo?


Il risparmio con il “nuovo” riscatto

Per poter comprendere quale sia il beneficio tra il riscatto ordinario e quello agevolato, possiamo più pragmaticamente procedere con un esempio. Immaginiamo dunque di voler riscattare un periodo di laurea pari a 4 anni, e che la nostra remunerazione negli ultimi 12 mesi (lorda) sia stata pari a 35.000 euro. Il calcolo, pur approssimativo, del riscatto ordinario, sarà pari a 35.000 eur x 33%, ovvero 11.550 euro, da moltiplicarsi per i 4 anni da “recuperare”, per un totale di 46.200 euro.

E nel caso di riscatto agevolato? In questo caso il calcolo dovrà essere effettuato sul valore minimo imponibile del reddito soggetto a imposizione della gestione INPS Artigiani e Commercianti, che è oggi pari a 15.878 euro. Ne deriva che la base imponibile su cui calcolare il 33% sarà di 5.239 euro, da moltiplicarsi per i 4 anni, per un totale di 20.956 euro.

Procedendo a comparare le due ipotesi, si arriva pertanto a un risparmio pari a 25.244 euro.

Rammentandovi, comunque, che si tratta di meri calcoli approssimativi, invitiamo tutti coloro che fossero interessati a fissare un appuntamento con gli sportelli Inps. 
 

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