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FIP


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FIP: Il significato

Le Forme Individuali di Previdenza o FIP, rappresentano delle pensioni integrative rispetto a quelle che vengono erogate dall'INPS in qualità di sistema previdenziale obbligatorio pubblico.
Avere una pensione integrativa garantisce una maggiore stabilità economica una volta raggiunta l'età della pensione.

I Piani Individuali di Previdenza (PIP) hanno lo stesso significato delle FIP: si può parlare indifferentemente di FIP o PIP per riferirsi allo stesso tipo di forma pensionistica.
Aderire a un piano di previdenza individuale è una opzione facoltativa, messa a disposizione sotto forma di contratto di Assicurazione rivalutabile ma anche sotto forma di Assicurazione Unit Liked.

Ciascun piano individuale pensionistico è parte di un meccanismo che rappresenta la seconda forma di previdenza complementare, e che quindi si pone come terzo pilastro per quanto concerne il sistema pensionistico.

I FIP funzionano con un regime finanziario a capitalizzazione: significa che i contributi versati dal lavoratore aderente sono destinati ad una gestione finanziaria da parte di un soggetto investitore, che si pone come obiettivo di offrire in futuro una prestazione pensionistica, per integrare quella obbligatoria dell'INPS.

Si differenziano dai fondi pensione aperti (i quali sono un altro eventuale metodo a cui è possibile aderire per ricevere una pensione integrativa) perché in quest'ultimo caso il rapporto contrattuale che si va a creare è diverso, così come è diversa la natura del soggetto che deve occuparsi di riscuotere i contributi ed erogare la futura pensione. 

Infatti, aderire a un fondo pensione individuale significa rivolgersi a una Compagnia Assicurativa e firmare il contratto per una Polizza per creare una pensione complementare, mentre affidarsi ai fondi pensione aperti vuol dire che sarà una società di gestione del risparmio (SIM) a raccogliere i versamenti, e quindi a garantire la futura pensione complementare.

Dal punto di vista fiscale, FIP e fondi pensione aperti sono uguali: in entrambi i casi, è possibile dedurre dai contributi versati fino ad un limite di 5.164,57 euro, e in tutte e due i casi il risparmio fiscale varia a seconda del reddito totale annuo lordo, e quindi in base alla relativa aliquota applicata su tale reddito.

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