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Donazione: come si calcola l’imposta

Atto di Donazione: come si calcola l’imposta
Emmanuele Menicucci
Emmanuele Pubblicato il 26/01/2018

La donazione è quel contratto consensuale tra due parti, a carattere gratuito, soggetto a eventuali condizioni e redatto in forma scritta dinanzi a un Notaio, con il quale si cerca di disciplinare il passaggio di proprietà di un determinato bene.

 

Un contratto complesso, ricco di aspetti e di sfaccettature, i cui riflessi fiscali possono spesso pregiudicare parte delle volontà comuni. 
Ma quali sono gli oneri fiscali che occorre corrispondere all'Agenzia delle Entrate per poter formalizzare correttamente la donazione di un bene?

Cerchiamo di compiere un breve riassunto in questa guida pratica, al fine di non incappare in spiacevoli sorprese nel momento in cui si andrà a contrattualizzare la propria volontà.

 

Donazione al coniuge, ai figli o ai genitori

Cominciamo con l'ipotesi di donazione di un bene al coniuge o ai parenti in linea retta (figli o genitori).
In questo caso, la legge prevede l'applicazione di un'aliquota del 4% sul valore complessivo della donazione, con una franchigia di 1.000.000 euro. 
Ne deriva che buona parte delle donazioni saranno esentate dal pagamento di qualsiasi imposta, e che anche nel caso in cui si dovesse superare tale soglia, l'imposta andrà ad essere calcolata solamente sull'eccedenza.

Inoltre, nel caso di donazione della prima casa, il donatario dovrà pagare un'imposta di trascrizione e un'imposta catastale in misura ridotta (200 euro).
Nel caso invece di immobili differenti dalla prima casa, le imposte salgono al 2% per quella di trascrizione e all'1% per quella catastale.

 

Donazioni a fratelli e sorelle

Nel caso di fratelli e sorelle, ovvero di parenti di secondo grado, l'aliquota sale al 6% per ogni beneficiario della donazione, con una franchigia più bassa pari a 100.000 euro. 
Nel caso di donazione della prima casa, rimane fermo lo "sconto" riconosciuto al donatario sul fronte del pagamento dell'imposta di trascrizione e dell'imposta catastale.

 

Donazione ad altri parenti

Nel caso di donazione di altri parenti, l'aliquota rimarrà la stessa, ma la franchigia sarà portata all'azzeramento, con conseguente pagamento aggiuntivo rispetto a quanto abbiamo appena visto nei confronti di fratelli e sorelle (per le imposte di trascrizione e per quelle catastali rimangono le stesse considerazioni già formulate).

 

Affini in linea retta

Nel caso in cui si intendesse invece donare un bene ad un affine in linea retta, l'aliquota diventa ancora più onerosa, salendo all'8%, senza applicazione di alcuna franchigia. 
Rimangono ferme, anche in questo caso, le indicazioni in relazione al pagamento dell'imposta di trascrizione e catastale.

 

Donazioni verso soggetti portatori di handicap

Qualche valutazione più specifica è invece attribuibile nei confronti delle donazioni effettuate verso i soggetti portatori di handicap, riconosciuti sulla base della l. 104/1992.

In questo caso la franchigia di esenzione dell'applicazione fiscale sale a 1.500.000 euro: ne deriva che in caso di donazione della prima casa, al di sotto di questa cifra non sarà dovuta alcuna imposta di donazione, mentre le imposte di trascrizione e catastali rimarranno fisse a 200 euro, come abbiamo già avuto modo di ricordare negli scorsi paragrafi.

Nel caso in cui gli immobili in donazione siano diversi dalla prima casa, l'imposta diventa proporzionale, con un'aliquota del 4%. L'imposta di trascrizione sale al 2%, quella catastale all'1%.

 

Base imponibile dell'imposta sulle donazioni

Nell'ipotesi in cui la donazione dell'immobile sia soggetto all'imposta sulle donazioni, la base imponibile su cui applicare le percentuali viste sopra sarà pari alla rendita catastale del bene, moltiplicata per un coefficiente che dipenderà dalla tipologia di immobile, tra:

  • 110 volte la rendita catastale per la prima casa
  • 120 volte per i fabbricati appartenenti alle categorie catastali A e C esclusi gli A10 e i C1 (negozi e botteghe)
  • 140 volte per i fabbricati del gruppo B
  • 60 per gli A10 e gli opifici di classe catastale D
  • 40,8 per i fabbricati delle categorie C1 (negozi e botteghe).
     

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