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Seggiolino Salvabebè è legge: ecco cosa prevede

Seggiolino Salva bebè è legge: ecco cosa prevede
Emmanuele Menicucci
Emmanuele Pubblicato il 09/11/2018

Il Senato ha recentemente approvato a sostanziale unanimità un disegno di legge che obbliga ad installare dei dispositivi di sicurezza nelle proprie automobili, se in famiglia è presente un bambino.

L’obiettivo è ovviamente quello di impedire i casi di “abbandono involontario”, ovvero quelle ipotesi in cui uno dei genitori, per disattenzione, dimentica di aver lasciato il bebè all’interno dell’abitacolo. Ma cosa cambia?

 

Stando al contenuto del provvedimento, dal prossimo 1 luglio 2019 le macchine con a bordo bambini di età inferiore ai 4 anni dovranno essere equipaggiate con un dispositivo elettronico, utile per poter segnalare in caso di bisogno la presenza del piccolo al suo interno.

Un impulso che cerca di arginare le conseguenze di una ben precisa (e sottovalutata) patologia, l'amnesia dissociativa, che il più delle volte è determinato dallo stress e dalle troppe tensioni che si accumulano, e che sfociano poi nella necessità, da parte della mente, di “liberarsi” di parte dei propri pesi.

In virtù di ciò, il Codice della strada, modificato con questo provvedimento, sanzionerà la mancanza di questo dispositivo di allarme con sanzioni tra 81 e 326 euro, fino a giungere alla sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi nel caso in cui l'obbligo venga violato più di una volta nell'arco di due anni.

 

Per quanto concerne le specificità del sistema di allarme, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrebbe nel brevissimo giro di tempo varare un decreto apposito, mentre per quanto attiene la sensibilizzazione dei genitori al nuovo obbligo, è prevista una campagna di informazione finanziata con 80mila euro l'anno, dal 2019 al 2021.

Vengono inoltre previste specifiche agevolazioni fiscali per acquistare i dispositivi di allarme in oggetto.

 

Particolarmente soddisfatta della novità è l’on. Giorgia Meloni, prima firmataria del disegno di legge, secondo cui “se si salverà anche solo un bambino, sarà valso tutto l'impegno politico alle spalle. Ne valeva la pena.  Siamo la prima nazione a legiferare su un dramma simile e speriamo di poter essere un esempio anche per gli altri. Ora ci aspettiamo e chiediamo che nella manovra finanziaria ci siano gli incentivi per aiutare le famiglie”.

È intervenuto altresì il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, che ha precisato come nella legge di Bilancio ci saranno i fondi per prevedere un credito d'imposta che aiuti economicamente le famiglie nell'acquisto di questi dispositivi salva-bebè.

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