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Detrazione interessi sui mutui: la conservazione dei documenti

Conservazione dei documenti per detrazione interessi sui mutui
Emmanuele Menicucci
Emmanuele Pubblicato il 25/02/2020

Come noto, in tema di dichiarazione dei redditi, i contribuenti italiani hanno la possibilità di detrarre dall’IRPEF il 19% degli interessi passivi e degli oneri accessori sui mutui casa, con un tetto massimo di 4.000 euro.

Naturalmente, per poter avere questo diritto, e mantenerlo negli anni, è opportuno fare attenzione alla corretta conservazione dei documenti. Ma come fare?
 

Per quanto tempo conservare i documenti sugli interessi sui mutui

La prima cosa che bisogna comprendere è che la conservazione dei documenti sugli interessi sui mutui è necessaria per almeno 7 anni dal termine di fruizione del beneficio fiscale. In altri termini, per potersi porre al riparo da eventuali controlli e accertamenti fiscali, bisognerà conservare i documenti fino a 7 anni dopo la fine del pagamento degli interessi per cui si è ottenuta la detrazione IRPEF.
 

Quali documenti conservare sugli interessi sui mutui

Chiarito che la conservazione dei documenti interessa un periodo di tempo particolarmente esteso, può essere utile cercare di comprendere quali siano i documenti che bisogna conservare attentamente.

In sintesi, si tratta di conservare tutti i documenti che sono in grado di definire il mutuo e le sue ragioni sottostanti, come:
- Il contratto di finanziamento;
- Il contratto di acquisto dell’abitazione principale;
- Le dichiarazioni della banca con cui vengono riepilogati gli interessi pagati;
- L’eventuale dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
 

I controlli da parte del Fisco

Se le indicazioni di cui sopra vengono attentamente rispettate, il contribuente può mettersi al riparo dalle conseguenze di qualsiasi controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Naturalmente, se la dichiarazione dei redditi viene effettuata mediante un commercialista o mediante un centro di assistenza fiscale, saranno presumibilmente gli intermediari a gestire il controllo. Se invece la dichiarazione è stata realizzata in piena autonomia, allora occorrerà rispondere di persone.

Nel caso di dichiarazione resa mediante conferma del modello precompilato da parte dell’Agenzia delle Entrate, su dati già in possesso del Fisco, ci si può teoricamente dimenticare degli accertamenti, considerato che le dichiarazioni dei redditi su modello precompilato esentano il contribuente da successivi controlli.

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