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Mamme avvocato, arriva il nuovo protocollo sulla genitorialità

Mamme avvocato, arriva il nuovo protocollo sulla genitorialità
Emmanuele Menicucci
Emmanuele Pubblicato il 23/11/2018

Il consiglio giudiziario di Milano ha pubblicato il nuovo protocollo sulla genitorialità, che tutela i genitori legali che decidono di fare figli. Si tratta di un documento che manda in archivio il precedente protocollo risalente al 2011, e che contiene l’impegno a promuovere con ogni mezzo le pari opportunità e la tutela della genitorialità nell’esercizio della professione di avvocato, nell’organizzazione delle proprie attività giudiziarie e nella gestione dei  relativi servizi amministrativi. Ma cosa prevede il provvedimento?

 

Maternità come legittimo impedimento

Iniziamo con il rammentare che il protocollo prevede come il giudice civile debba fissare le udienze, disporre i rinvii e stabilire il calendario (valutando anche la possibilità di concedere le proroghe dei termini) tenendo in considerazione lo stato di gravidanza dell’avvocato che corrisponde al periodo el congedo di maternità stabilito dalla legge per i lavoratori dipendenti.

Naturalmente, per poter arrivare a tale obiettivo, sarà necessario che la mamma avvocato documenti il proprio stato di gravidanza o l’avvenuta adozione o affido. Sarà comunque necessario che tale tutela non arrechi un grave pregiudizio alle parti nelle cause che richiedono una trattazione urgente.

 

Impedimenti e processi penali

Per quanto attiene il processo penale, invece, il protocollo compie un rinvio all'articolo 420-ter c.p.p., in base al quale il giudice deve tenere in considerazione il caso in cui l'avvocato abbia comunicato lo stato di gravidanza o l'avvenuta adozione o l'avvenuto affido e lo abbia documentato nel più breve tempo possibile.

Pure in questo caso, bisognerà considerare il periodo di tempo dei due mesi antecedenti la data presunta del parto, e i tre mesi successivi al parto, senza che però tutto ciò possa pregiudicare la necessità di trattazione di procedimenti in cui vi siano imputati sottoposti a misure cautelari personali.

 

Ordine delle udienze e “corsia preferenziale”

Il protocollo prevede poi che lo stato di gravidanza rappresenti una corsia preferenziale anche nella gestione dell'ordine di trattazione dei processi e nello svolgimento degli adempimenti di cancelleria. In questo ultimo caso, peraltro, il protocollo milanese compie un riferimento anche al periodo successivo alla gravidanza e, soprattutto, alle motivazioni di urgenza che sono legate all'allattamento, ad altri obblighi di cura dei figli nei loro primi mesi di vita o ad altre gravi necessità.

Queste casistiche, soprattutto se riferite ai primi tre anni di vita, vengono assunte in considerazione quale motivo di fissazione di un orario specifico o di rinvio dell'udienza, se l’avvocato genitore dimostra di non poter provvedere altrimenti all'assistenza del figlio e ne abbia la cura prevalente.

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