In Arrivo L'assegno Unico Per I Figli Dal 1 Luglio 2021

Bonus per le famiglie con figli da Luglio 2021
Emmanuele Menicucci
Emmanuele Menicucci Pubblicato il 02/04/2021

Con 227 voti favorevoli, 4 contrari e due astensioni è stato approvata in Senato la legge delega per l’introduzione dell’assegno unico per i figli.

L’assegno partirà dal 1° luglio 2021, per ogni figlio, ed è riconosciuto a decorrere dal settimo mese di gravidanza al ventunesimo anno di età del figlio.

Tuttavia per conoscere in modo certo gli importi si dovrà attendere il decreto attuativo.


In Cosa Consiste il Bonus per i Figli

L’assegno verrà erogato sotto forma di credito d’imposta o di denaro alle famiglie e sarà costituito da una quota di base e una variabile; la parte variabile dipenderà dal numero dei figli, dalla loro età e dal coefficiente ISEE. In caso di figli maggiorenni può essere erogato direttamente a questi ultimi per favorirne l’autonomia e l’indipendenza dal nucleo familiare.

Non ci sono ancora dettagli sull’importo, tuttavia si parla di somme che possono variare da 80 a 250 euro mensili. Per i figli successivi al secondo, la cifra viene maggiorata del 20%.

È prevista inoltre una maggiorazione dal 30 al 50 per cento in presenza di figli con disabilità ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104;

È riconosciuta un’integrazione compensativa dell’importo dell’assegno con il fine di assicurare che quest’ultimo non risulti inferiore al trattamento complessivo di quello del nucleo familiare.


Chi può Richiedere l'Assegno Unico

L’assegno unico 2021 è rivolto a tutti coloro che rispettano i seguenti requisiti:

  • cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea;

  • cittadini extra Ue titolari del permesso di soggiorno permanente, di lungo periodo o per motivi di lavoro;

  • essere in regola con i pagamenti dell’Irpef in Italia;

  • residenti e domiciliati, in Italia, con i figli a carico per la durata del beneficio;

  • residenti in Italia per un periodo di almeno due anni, anche non continuativi, ovvero titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di almeno due anni;

  • titolari di partita IVA.

 

Criticità della riforma

Restano tuttavia ancora aperte due questioni fondamentali: il rischio di danneggiare i contribuenti e la mancanza delle risorse necessaria.

Per quanto riguarda il primo aspetto l’introduzione dell’assegno unico porterà all’abolizione dei bonus preesistenti: assegni familiari, ANF, bonus mamme domani, e detrazioni figli a carico. Tuttavia, il rischio è proprio quello di penalizzare i contribuenti che ne beneficiano che, secondo l’Istat, potrebbero aggirarsi intorno al 30% delle famiglie.

Questo punto apre la strada alla seconda questione che è quella delle risorse carenti per poter garantire fino a 250 euro al mese per figlio.

Sebbene si tratti di una riforma chiave, le risorse attualmente disponibili non sono sufficienti a garantire una somma mensile pari a 250 euro al mese per figlio.

Per questo motivo il Governo sta attualmente valutando le diverse ipotesi tra cui lo studio del Gruppo di lavoro Arel-Feg-Alleanza per l’infanzia, che ha proposto la soluzione di un assegno di 161 euro al mese per tutti i figli di famiglie con Isee inferiore a 30mila euro, al di sopra di questa cifra l’importo potrebbe scendere fino a un minimo di 67 euro. In questo modo ci sarebbero circa 1,3 milioni di famiglie a ricevere una cifra inferiore ma sarebbero sufficienti 800 milioni per coprire il vuoto.

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