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Fatturazione elettronica: i consulenti del lavoro propongono semplificazioni

Fatturazione elettronica: i consulenti del lavoro propongono semplificazioni
Emmanuele Menicucci
Emmanuele Pubblicato il 31/10/2018

In vista dell’obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi, che entrerà in vigore il prossimo 1 gennaio 2019, dai Consulenti del lavoro arrivano alcune proposte piuttosto interessanti per poter affrontare con maggiore efficacia un cambiamento non certamente marginale, e sul quale molti professionisti e molte aziende non sembrano essere ancora sufficientemente preparate.

Ma quali sono le proposte avanzate dalla categoria? Le abbiamo schematizzate e sintetizzate nei punti seguenti, per un miglior chiarimento.

 

Nessuna sanzione

In primo luogo, i consulenti consigliano di eliminare le sanzioni per un primo periodo transitorio di sei mesi, in presenza di errori nelle fatture effettuati in assenza di dolo. Un provvedimento che potrebbe evitare delle inutili preoccupazioni da parte di quei cittadini che, pur agendo in completa buona fede, commettono qualche errore di lieve colpa nella gestione di tale nuovo obbligo.

 

Semplificazione

Una seconda proposta è quella di rendere più conveniente anche per i contribuenti (e non solo per lo Stato e le sue finalità di contrasto all’evasione) la fattura elettronica, mediante la compilazione della stessa in modo più semplice e rapido, con l’uso di un software di fatturazione.

 

Eliminazione del codice univoco

Altra proposta piuttosto di rilievo è quella di eliminare l’obbligo del c.d. codice univoco, che è oggi previsto dal SDI, per utilizzare il solo numero di partita Iva. Anche in questo caso, si tratterebbe di una semplificazione che renderebbe più chiaro e meno complesso il procedimento di compilazione e di gestione della fatturazione elettronica.

 

Visto di conformità

La quarta proposta riguarda l’incremento della soglia per l’esclusione dell’obbligo di apposizione del visto di conformità per le compensazioni orizzontali dei crediti fiscali, riconducendo tale livello ad almeno 15 mila euro.

 

Credito di imposta

La quinta proposta consiste poi nell’introduzione di un significativo credito di imposta, per il recupero delle spese che sono concernenti gli investimenti in formazione e negli strumenti tecnologici, per una corretta gestione della fatturazione elettronica.

 

Digital divide

L’ultima proposta è quella del superamento del digital divide che, sostanzialmente, impedisce ad alcune zone d’Italia di poter conquistare il meritato sviluppo tecnologico. Un obiettivo ambizioso, che non potrà che richiedere un piano di investimenti pubblici in infrastrutture tecnologiche possa rendere fluidi i rapporti con il Fisco, permettendo a tutto il territorio nazionale il passaggio al nuovo sistema senza “traumi” e l’uso di strumenti innovativi come la piattaforma informatica che è stata messa a punto dall’Agenzia delle Entrate.

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