Cessione Del Quinto: Cosa Fare In Caso Di Cambio Lavoro

Cessione Del Quinto: Cosa Fare In Caso Di Cambio Lavoro
Emmanuele Menicucci
Emmanuele Menicucci Pubblicato il 26/02/2021

La Cessione del Quinto è una forma di finanziamento particolarmente richiesta, sia per la sua comodità che per l’alta probabilità del suo esito positivo

Consiste in una tipologia di prestito personale a tasso fisso in cui in datore di lavoro del dipendente, che ha richiesto il prestito, versa all’ente che ha erogato la somma, una cifra non superiore al 20% dello stipendio del richiedente.

Il contratto viene notificato al datore di lavoro, che trasmette poi alla Banca o Finanziaria l’atto di benestare necessario per versare la cifra richiesta.

La durata del prestito non può andare oltre i 10 anni e deve essere di almeno 36 mesi.
 

Cessione del Quinto durante un cambio lavoro

Le circostanze da considerare sono tre:

1. Il passaggio diretto dal vecchio al nuovo lavoro.
2. Licenziamento e assunzione
3. Dimissioni.

Nel primo caso è necessario comunicare alla Banca o all’Istituto di credito presso cui si è sottoscritto il prestito che si è verificato il cambio dell’impiego. A questo punto spetterà all’ente creditizio notificare al nuovo datore di lavoro l’esistenza del prestito. Il TFR viene quindi passato al nuovo datore di lavoro restando, allo stesso tempo, vincolato alla cessione del quinto.  

Nel secondo caso, invece, insieme all’interruzione del rapporto di lavoro decade anche l’obbligo del datore di lavoro di rimborsare le rate del prestito. In questo caso quest’ultimo ha l’obbligo di corrispondere alla Banca il TFR accumulato fino a estinzione del prestito. Nel caso in cui il contraente venga assunto, successivamente, da un altro datore di lavoro, e il finanziamento non è stato del tutto estinto, si procederà alla notifica, al nuovo datore, dell’esistenza del prestito con il fine di riformularlo sulla base del debito residuo. 

La procedura, in caso di dimissioni, resta simile a quella del licenziamento. In entrambe le circostanze la banca continua ad avere il diritto del rimborso integrale del prestito. Nel caso in cui quindi il contraente abbia già un nuovo impiego sarà sufficiente notificare il cambio e proseguire con le rate.  Per quanto riguarda invece la circostanza in cui le dimissioni non sono seguite da un immediato ricollocamento lavorativo l’ente, che ha concesso il prestito tramite cessione del quinto, richiederà un accordo per il rimborso delle rate rimanenti. 
 

Cosa succede con l’Assicurazione

Ricordiamo che la cessione del quinto è una forma di prestito garantito in quanto prevede l’obbligo per il dipendente di sottoscrivere una Polizza Vita e una Polizza rischio impiego

La Compagnia quindi interviene coprendo le rate del prestito in caso in cui si verifichino una le circostanze coperte dalla Polizza. Tuttavia le tutele garantite dall’assicurazione possono cambiare in base agli eventi.

In caso, ad esempio, di licenziamento per giusta causa la compagnia assicuratrice potrebbe rifiutarsi di pagare il debito alla banca. Inoltre è importante ricordare che l’assicurazione ha il diritto di rivalsa sull’assicurato. 

È quindi fondamentale valutare bene la propria decisione, e le eventuali conseguenze, soprattutto nell’ipotesi di licenziamento volontario. 

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